MAURIZIO EUFEMI

eletto al Senato della Repubblica per la Regione Piemonte

Segretario della Presidenza del Senato

DOSSIER SUL MONDO DEL CALCIO:

 

8 giugno 2006 - (AGI) DDL per istituire commissione d'inchiesta sul triennio 2003-2006 - Ecco il testo del disegno di legge

31 maggio 2006 - Interrogazione sullo sport

21 maggio 2006 - Lettera al "Corriere della sera"  sulla vicenda Pieroni

8 febbraio 2005 - Interpellanza sul mondo del calcio

17 marzo 2005 - Interpellanza sul corretto svolgimento del campionato di calcio

21 luglio 2005 - Indagine conoscitiva sui problemi dello sport

24 marzo 2004 - Il finanziamento dello sport ed i giochi pubblici

8 giugno 2006 - (AGI) Eufemi presenta DDL per l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla situazione dello sport del calcio professionistico in Italia

(AGI) - Roma, 8 giu. - Svolgere approfondite indagini e procedere all'esame dei documenti giudiziari e sportivi sulla situazione del calcio professionistico italiano nel triennio 2003-2006 prevedendo in particolare l'accertamento della situazione dei bilanci amministrativi relativi ai campionati professionistici.

E' quanto prevede, tra l'altro, il disegno di legge che ha presentato questa mattina a Palazzo Madama il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi per la istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla situazione dello sport del calcio professionistico in Italia. Compito della commissione sara' anche quello di verificare il quadro della normativa interna, rispetto a quella dell'Unione Europea, sia per l'ordinamento civilistico che sportivo, in ordine alle societa' quotate e alla governance societaria.

Il provvedimento presentato dal parlamentare centrista chiede di analizzare in particolare una serie di situazioni. Innanzitutto i conflitti di interesse tra organi controllo e societa', tra societa' e procuratori, tra calciatori e procuratori. Il ruolo e le responsabilita' dei procuratori sportivi; l'autonomia del settore arbitrale; la diffusione di fenomeni di doping nel calcio; il funzionamento del sistema dei controlli interni ed esterni al settore calcistico. Inoltre si chiede di far luce tra i rapporti tra Coni, Federazione Italiana Gioco Calcio e tra Figc e Lega Calcio; il sistema di elezione del consiglio federale della Figc e governance della federazione; il sistema di erogazione dei sistemi televisivi e altre fonti di finanziamento; il trattamento fiscale delle societa' professionistiche; il funzionamento delle commissioni federali Caf e Cuf ed il funzionamento di autorita' terze di controllo.

31 maggio 2006 - Interrogazione sullo sport al Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive

Risultando all'interrogante che:
l'avvocato Giacomo Ajello, ex capo della Procura del Coni, ha stigmatizzato la sentenza della Commissione disciplinare della Lega che ha assolto Riccardo Agricola, medico sociale della Juventus, per prescrizione, perché la stessa sentenza "ha evitato di entrare nel merito della questione" e "la soluzione di creare una prescrizione dell'illecito disciplinare non sembra molto coraggiosa";
ha altresì aggiunto: «i fatti di questi giorni dimostrano l'assoluta necessità che, al di là delle regole procedurali, il mondo sportivo dimostri di essere capace di fare pulizia una volta per tutte»;
in ordine all'applicazione del concetto di prescrizione applicato dalla Commissione disciplinare, ha affermato che «la prescrizione si era interrotta quando era iniziato il procedimento disciplinare portato avanti dall'allora Procuratore antidoping. Quel procedimento si concluse con un'archiviazione che testualmente diceva "allo stato degli atti", poi le documentazioni scientifiche hanno dato atto di comportamenti scorretti dal punto di vista disciplinare e il procedimento si doveva riprendere» perché il termine era ancora vigente,
si chiede di sapere:
quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sull'intera vicenda ed in particolare sul funzionamento dell'organo preposto in materia di doping sportivo;
se lo stesso intenda avviare accertamenti sui comportamenti dei responsabili degli organi vigilanti che hanno portato alla prescrizione, accertando eventuali responsabilità nel procedimento relativo alla prescrizione intervenuta nel caso del dottor Agricola;
quali iniziative si intendano assumere al riguardo, anche in considerazione della rilevanza del doping come alterazione nei risultati sportivi.

8 febbraio 2005 - Interpellanza sul mondo del Calcio

 Sen. Maurizio Eufemi (UDC) e Sen. Roberto Salerno (AN)
Capi Gruppo in Commissione Finanze

 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dei Beni e Attività Culturali, il Ministro delle Attività Produttive, il Ministro dell’Economia

Per sapere - premesso che:

sul quotidiano nazionale la Repubblica è apparsa in data 8 febbraio c.m. una intervista all’ex Presidente della società Ancona Calcio, Ermanno Pieroni, i cui contenuti destano particolare allarme per la gravità dei profili investiti in particolare quelli sportivi e quelli economico sociali, tali da prefigurare un’alterazione del normale svolgersi delle attività attinenti il mondo del Calcio;

viene fatto anche riferimento nella stessa intervista a un clima di condizionamento esercitato da intrecci fra varie società che verrebbero controllate e condizionate nei settori chiave delle stesse, da un medesimo soggetto determinando conseguentemente un alterazione delle regole del mercato e della libera concorrenza;

si è appena conclusa una triste vicenda legata all’uso di sostanze dopanti ed abuso di farmaci al termine della quale la Magistratura ordinaria ha emesso pesanti sentenze di condanna in particolare nei confronti del medico sportivo della Juventus, senza che ciò abbia prodotto, non senza stupore, alcuna iniziativa parte degli organi competenti della  FIGC, Federazione Italiana Gioco Calcio, a carico dei tesserati o a carico della società stessa.

Si chiede:

quali iniziative intendano assumere per garantire il corretto svolgimento del Campionato di Calcio e delle attività economico sociali connesse a tutela della veridicità dei risultati sportivi, garantendo gli scommettitori quindi il concorso pronostico Totocalcio;

quali iniziative si intendano assumere in ordine ad eventuali posizioni dominanti che violino i pregiudizi della libera concorrenza e del mercato;

se negli ultimi dieci anni siano stati esercitati controlli o ispezioni da parte della Guardia di Finanza in merito alla compravendita di giocatori e ai compensi delle prestazioni sportive, e ogni aspetto relativo alle condizioni contrattuali e, in caso negativo, se non si intenda svolgere tale attività di verifica urgentemente al fine di fare piena luce su queste inquietanti vicende così come sono state esposte.
17 marzo 2005 - Interpellanza sul corretto svolgimento del campionato di calcio

PRESIDENTE. 

L’ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni. 

Sarà svolta per prima l’interpellanza 2-00673 sul corretto svolgimento del campionato di calcio e sulle connesse attività economico-finanziarie. Ha facoltà di parlare il senatore Eufemi per illustrare l’interpellanza. 

EUFEMI (UDC). Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario Pescante, rappresentante del Governo, per avere tempestivamente dato risposta con la sua presenza alla nostra interpellanza, presentata appena un mese fa, quindi l’8 febbraio. 

Prendevamo spunto da una intervista all’ex presidente dell’Ancona Calcio, Ermanno Pieroni, i cui contenuti destano ed hanno destato particolare allarme per la gravità dei profili investiti, particolarmente quelli sportivi e quelli economico-sociali, tali da prefigurare un’alterazione del normale svolgersi delle attività attinenti al mondo del calcio. Stranamente su questa intervista è calata una cappa di silenzio. Non abbiamo sentito più nulla, nessuna iniziativa da parte della Federazione e dei competenti organi federali. Viene fatto riferimento, infatti, a questa stessa intervista ad un clima di condizionamento esercitato da intrecci tra varie società che verrebbero controllate e condizionate nei settori chiave delle stesse, da medesimi soggetti determinando conseguentemente una grave alterazione delle regole del mercato e della libera concorrenza. Ma su questo punto tornerò più avanti. Aggiungo che si è appena conclusa la triste vicenda legata all'uso di sostanze dopanti e abuso di farmaci al termine della quale la magistratura ordinaria - non quella sportiva, dalla quale attendiamo ancora qualsiasi iniziativa - ha emesso pesanti sentenze di condanna, in particolare, nei confronti del medico sportivo della Juventus, senza che ciò abbia prodotto - non senza stupore per noi ma soprattutto per l'opinione pubblica - alcuna iniziativa da parte degli organi competenti della Federazione italiana giuoco calcio a carico dei tesserati o della stessa società. 

Questa era la premessa, però numerosi fatti nuovi sono accaduti in questo mese e li vogliamo rappresentare. Apprezziamo in modo particolare la posizione e il coraggio espressi ieri dal presidente del CONI Petrucci con la richiesta di un parere sui criteri e le modalità delle regole sportive con riferimento proprio alla sentenza del tribunale di Torino, che ha condannato pesantemente il dottor Riccardo Agricola, medico sociale della Juventus. Riteniamo occorra rispettare le leggi, le regole e la morale soprattutto in campo sportivo, recuperando una eticità che nel mondo del calcio vediamo smarrita, onorevole Sottosegretario, per il prevalere del business e di interessi che marginalizzano l'etica sportiva e lo stesso valore sportivo. Nell'interpellanza abbiamo posto anche l'altra questione, non meno importante, dell'alterazione delle regole del mercato e della libera concorrenza da parte dei procuratori sportivi, che hanno assunto un potere abnorme. Occorre intervenire con regole nuove, evitando che vi possano essere situazioni monopolistiche, intrecci tra società, abusi di posizione dominante, rapporti interparentali e parentali. Occorre stabilire severi limiti all'esercizio di questa attività, non solo quantitativi, cioè sul numero dei tesserati gestiti da ciascun procuratore, evitando che forme societarie siano utilizzate per gestire la professione dei calciatori. 

Noi sapevamo che occorreva partecipare al supercorso di Coverciano per avere un patentino e non credo che le società possano avere questo tipo di abilitazione. Queste sono le regole da introdurre per evitare conflitti di interesse! Questa materia va disciplinata in modo serio e rigoroso per non alimentari sospetti sui risultati sportivi. Basta guardare cosa è successo in Germania in questi giorni (lo scandalo degli arbitri), oppure cosa è successo in Francia (lo scandalo dei procuratori). Tutto questo ha un riflesso sugli scommettitori e sul concorso pronostici. In Commissione finanze e tesoro abbiamo condotto una indagine conoscitiva sui giochi proprio su questa tematica e non vorremmo aver perso tempo inutilmente, signor Sottosegretario. 

Altra questione che abbiamo posto è relativa alle compravendite e ai compensi delle prestazioni sportive. Vogliamo sapere cosa è accaduto, se sono stati operati i controlli da parte della Guardia di finanza; vogliamo soprattutto, onorevole Pescante che i giovani che si dedicano al calcio non debbano avere successo se appartengono a questo o a quel procuratore, a questa o a quella agenzia di collocamento, ma perché sono bravi, perché hanno talento, perché hanno capacità e, soprattutto, vedono in questo mondo un'etica di comportamento e di valori. Ci auguriamo che la sua risposta non sia burocratica, ma assuma il coraggio delle responsabilità che competono al Ministero dei beni culturali, di cui lei è rappresentante, che può fare certamente molto. Non si può immaginare che la Federazione italiano giuoco calcio, in nome di una presunta, falsa autonomia, resti silente e non assuma le iniziative che le competono. Ringraziamo il presidente Petrucci per aver assunto l'iniziativa nei giorni scorsi di coinvolgere e chiedere un parere al TAS, alla massima autorità sportiva internazionale: è importante avere quel parere, non è una tattica dilatoria come può immaginare qualcuno. Riteniamo che la risposta data dai legali della Juventus sia un clamoroso autogol, una ammissione di colpa, signor Sottosegretario. Proprio per questo è necessario intervenire con la massima urgenza e, se non lo fanno le autorità sportive competenti, che se ne assuma la responsabilità il Dicastero competente. 

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere all'interpellanza testé svolta. 

PESCANTE, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Signor Presidente, onorevoli senatori, l'interpellanza, così come formulata, è un po’ meno articolata dell'illustrazione che il senatore Eufemi ne ha fatto in questa sede, anche perché si è giustamente riferito ad alcune vicende molto recenti, oserei dire quasi dell'ultima ora, per cui, nel momento in cui è stata preparata la risposta a tale atto di sindacato ispettivo, non si è tenuto conto dei fatti che sono stati oggi esposti. Devo anche dire che molte delle osservazioni fatte nell’interpellanza sono assolutamente condivisibili, sul piano personale e non solo. Tuttavia, devo attenermi alle attribuzioni che la legge stabilisce nei confronti del Ministero vigilante, che qui rappresento; voglio ricordare come la nostra sia una vigilanza di legittimità e non di merito: questo è il compito che ci attribuisce la legge e quindi non escludo che la risposta possa essere in un certo senso considerata burocratica, mentre rilevo che il riferimento che lei, senatore Eufemi, ha fatto al lavoro importante della Commissione, che ha svolto non un’inchiesta, non un’indagine, ma un accertamento, attende delle risposte. Credo pertanto, sotto questo aspetto, che un richiamo fatto allo stesso Ministero vigilante potrebbe, se non altro, sollecitare la nostra attenzione nei confronti degli organi competenti perché venga dato seguito agli impegni che la stessa presidenza federale e il presidente del CONI hanno assunto nel momento in cui furono auditi. Per quanto riguarda, senatore Eufemi, gli argomenti da lei esposti insieme al senatore Salerno nell’interpellanza, si rappresenta quanto segue. A proposito dell'intervista e delle dichiarazioni rilasciate dal signor Pieroni al quotidiano "la Repubblica", occorre preliminarmente evidenziare che lo stesso è stato oggetto di provvedimenti restrittivi, emessi dal Gip del tribunale penale di Ancona. Egli è stato imputato per i reati di truffa aggravata in concorso con altri soggetti, per aver conseguito ingiusti profitti erogati sotto forma di contributi federali, nonché per il reato di bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della società Ancona Calcio spa, dichiarato con sentenza del tribunale di Ancona dell'11 agosto 2004. Nel predetto procedimento penale, Federcalcio e CONI risultano parti offese. La Federcalcio è intervenuta nel processo quale persona offesa, nominando il proprio difensore. Il pubblico ministero presso il tribunale di Ancona, con provvedimento del 15 gennaio 2005, ha richiesto il rinvio a giudizio del signor Pieroni per i reati contestati. All'udienza preliminare, già fissata innanzi al GUP presso il tribunale dì Ancona, la Federazione si costituirà parte civile, chiedendo il risarcimento dei danni, materiali e non, subiti in conseguenza dei fatti contestati all'imputato. Il signor Pieroni è accusato, infatti, di aver distratto ingenti somme dalla casse sociali, ivi compresi i contributi federali, fino a provocare il fallimento della società. Lei, senatore Eufemi, potrebbe obiettare che questo tipo di premessa è poco attinente al tema che lei ha trattato; devo però farle anche rilevare che, poiché si parte da un’intervista rilasciata dallo stesso signor Pieroni al giornale "la Repubblica", si è ritenuto di dare un quadro complessivo della personalità dell’intervistato. Per quanto attiene, invece, alla nota sentenza del tribunale dì Torino del 26 novembre 2004, con motivazione depositata nel febbraio 2005, che ha comportato la condanna del medico sociale della Juventus, il CONI, d'intesa con la Federcalcio, ha inviato al TAS (il Tribunale di arbitrato per lo sport, con sede a Losanna, un organismo che è stato costituito dal CIO) tutta la documentazione, al fine di conoscere se e in quali circostanze (questo passaggio è molto importante) trattamenti medici e farmacologici che non siano proibiti dalle norme sportive nazionali ed internazionali e che, quindi, ai fini sportivi costituiscono doping, possano influenzare la regolarità di una competizione. A questo punto la risposta è carente di quello che lei, senatore Eufemi, invece ha precisato, cioè che ieri il presidente del CONI, Petrucci, al di là di quelle che saranno le risposte del TAS, ha chiesto al dottor Agricola di autosospendersi; e mi pare che lei abbia apprezzato questo tipo di intervento del presidente del CONI. Quanto ai controlli sulle operazioni di compravendita dei giocatori, si osserva che le stesse vengono effettuate in condizioni di libero mercato e che la Federcalcio ha l'onere di stabilire regole attinenti al solo tesseramento e ai periodi in cui le operazioni possono svolgersi. In particolare, si rammenta che la regolazione dei rapporti economici tra le società per il trasferimento dei calciatori è demandata alle leghe professionistiche che, attraverso il cosiddetto sistema della stanza di compensazione, verificano che le pretese economiche vengano soddisfatte. In relazioni ai controlli sulle società professionistiche si rammenta che queste ultime sono strutturate in società di capitali (addirittura alcune quotate in borsa) e quindi soggette alle norme del codice civile. Alla Federazione italiana giuoco calcio competono invece, ai sensi dell’articolo 12 della legge n. 91 del 1981, solo controlli finalizzati a garantire il regolare svolgimento dei campionati. Per completezza di informazione si segnala che dagli elementi pervenuti dal Ministero dell’economia e delle finanze, Comando generale della Guardia di finanza, in merito ai controlli esercitati dai comandi regionali del Corpo, risulta quanto segue. L’attività eseguita nei confronti delle società di calcio dal 1985 al 2004, ha consentito, tra l’altro, di segnalare complessivamente ai competenti uffici finanziari per il recupero a tassazione, a fronte di quarantacinque interventi ispettivi svolti, tra verifiche generali, parziali e specifiche i seguenti dati: IRAP, base imponibile euro 594.996.213,00; IVA, tributo evaso, euro 14.469.033,00; ritenute alla fonte, euro 8.694.437,00. Lo stesso Comando ha anche segnalato che sono state effettuate venticinque indagini, delegate dalla magistratura su alcune società di calcio professionistiche e che, in alcune Regioni, sono tuttora in corso indagini delegate dall’autorità giudiziaria. Vorrei completare questa lettura, che avevo anticipato all’interpellante come burocratica, con una considerazione. Giustamente il senatore ha fatto riferimento alla necessità di vigilare sulla regolarità dei campionati invocando questa urgenza ai fini delle scommesse sportive dei giocatori. Aggiungerei che esiste anche un problema di etica sportiva, che vale la pena di tenere in considerazione. Non dimentichiamo, infatti, che il campionato di calcio oltre ad essere oggetto di scommesse sportive consentiva allo sport italiano prima e all’Erario oggi, essendo cambiato con l’ultima legge il meccanismo di erogazione dei contributi al CONI, di incassare cifre cospicue. Pertanto, al di là delle questioni legate all’Erario, credo sia molto importante quanto evidenziato dall’interpellante in nome di un’etica sportiva che deve essere alla base di tutte le attività sportive, anche di quelle svolte a livello professionistico. 

PRESIDENTE. Sono certo che il Sottosegretario di Stato abbia preso buona nota delle osservazioni svolte dal senatore Eufemi e, in replica, dal senatore Salerno.

21 luglio 2005 - INDAGINE CONOSCITIVA SUI PROBLEMI DELLO SPORT

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA 7ª COMMISSIONE PERMANENTE (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) Seduta n. 415 INDAGINE CONOSCITIVA SUI PROBLEMI DELLO SPORT 1º Resoconto stenografico SEDUTA DI GIOVEDI` 21 LUGLIO 2005 Presidenza del presidente ASCIUTTI

* EUFEMI (UDC). Signor Presidente, mi ha un po' sorpreso la risposta fornita dal presidente Carraro alle sue domande iniziali, posto che ci ha rappresentato un mondo in cui, francamente, non ci ritroviamo. Condivido inoltre moltissime delle considerazioni svolte dal senatore Castagnetti, sulle quali tornero` tra breve.

Quanto alle mie perplessita`, tengo a precisare che, avendo partecipato all'indagine conoscitiva condotta dalla Commissione finanze sul settore dei giochi e delle scommesse - per altro ho qui con me i resoconti delle sedute - ho avuto modo di esaminare tutta la questione con dovizia di particolari e di rilevare che il grande nodo del calcio e` costituito dal problema del decremento delle entrate dovute al Totocalcio che, dopo un picco positivo registrato nel 1992, hanno avuto un inarrestabile andamento negativo.

Cio` ha comportato una serie di provvedimenti che il Parlamento Senato della Repubblica XIV Legislatura - 17 - 7ª Commissione 1º Resoconto Sten. (21 luglio 2005) ha licenziato in favore del comparto e che hanno causato problemi e qualche brutta figura in sede comunitaria, non ultimo, quello che abbiamo votato ieri pomeriggio e che fa riferimento al famoso «decreto spalmadebiti ». La ragione di cio` va cercata - e` stato gia` segnalato - nell'assenza di una adeguata strategia di abbattimento dei costi, senza la quale non si possono inseguire i ricavi attraverso le varie fonti di entrata ed in tal senso credo che la Federazione potrebbe fare molto.

Va detto inoltre che le partite, come dichiarato dal senatore Castagnetti, sono anche un «po'truccate»; e se e` vero che gli sportivi nei bar affermano di conoscere il risultato delle partite prima che vengano giocate - la questione degli arbitraggi e` scoppiata in maniera virulenta in Germania, ma non nel nostro Paese, e non si capisce come cio` sia potuto avvenire - qualche dubbio effettivamente insorge di fronte a goal fatti che non risultano entrati nella rete o a palle irregolarmente prese con le mani dai calciatori e per di piu` davanti agli occhi di tutto il mondo. La partita, e` quindi gia` truccata, anche tenuto conto che gli interessi in gioco in questa vicenda sono certamente molto piu` forti, al di la` delle opinioni buone o cattive che possiamo esprimere in questa Commissione. Lo riscontreremo in futuro posto che questa alterazione del rapporto riguarda tutto, e quindi il nostro rapporto con il Governo, ma anche con i grandi gruppi editoriali. C'e` insomma questo squilibrio, che naturalmente si riflette sulla posta in gioco. Mi chiedo, allora, se ci si renda davvero conto di quale sia la situazione del calcio italiano e dei risultati negativi che questa produce e non mi riferisco certo solo ai risultati negativi del calcio italiano nei campionati europei o mondiali degli ultimi anni a proposito dei quali il presidente Carraro ha portato una serie di argomentazioni che non sono, tuttavia, sufficienti a giustificarli. Bisogna infatti considerare le ricadute negative sul Totocalcio, e il conseguente decremento di quella che rappresentava l'entrata piu` cospicua dell'intero settore sportivo, tutti elementi questi che inducono a svolgere anche qualche considerazione in ordine alla credibilita` dell'intero sistema. Una credibilita` che dobbiamo in qualche modo riconquistare - che non e` quella cui si riferiva il senatore Castagnetti, il quale ha parlato dell'ipotesi di costruire piu` campionati come nella boxe - cercando di difendere un fenomeno rispetto al quale l'intero Paese manifesta ancora una grande passione.

PRESIDENTE. Senatore Eufemi, per ragioni di tempo, le chiedo di formulare a breve le sue domande.

EUFEMI (UDC). Arrivo subito al punto, signor Presidente, mi scuso ma l'audizione odierna costituisce un'occasione troppo importante per non approfittarne...

PRESIDENTE. La prego di essere conciso.

EUFEMI (UDC). Signor Presidente, seguo le questioni con grande attenzione e non vengo qui a parlare come farebbe uno sprovveduto. In tema di doping ho presentato una interrogazione alla quale ha risposto in Aula lo scorso 17 marzo il sottosegretario Pescante. In tale testo si chiedevano chiarimenti in ordine alla vicenda cui ha accennato anche il senatore Castagnetti, ovverosia quella di un medico che e` stato condannato per aver prescritto sostanze dopanti. Rispetto a tale vicenda che cosa ha fatto la Federazione e perche´ non e` intervenuta rapidamente la giustizia sportiva e si e` dovuto attendere l'intervento della magistratura ordinaria?

Ebbene, mi risulta che la Federazione non abbia posto in essere alcuna iniziativa e questo e` il punto fondamentale. Che messaggio diamo ai giovani a fronte di questo grave fenomeno? Non si puo` scaricare la responsabilita` (come pure ho sentito fare) solo sulle famiglie che hanno il mito del calciatore! E`necessario invece disporre dei controlli seri, a tappeto, estesi anche alle societa` sportive, al fine di rilevare i consumi di certi medicinali, si guardi quindi alle societa` sportive, intervenendo in maniera decisa ed efficace.

Ripeto, quale messaggio diamo ai giovani, rispetto ad un mondo che parla solo di soldi, di miliardi e - quindi - anche di droga? Che cosa stanno facendo e hanno fatto gli organismi federali per reintrodurre regole che valorizzino i giovani? Anche per quanto riguarda i vivai, le indicazioni che oggi ci sono state date sono insufficienti. C'e` bisogno di promuovere questo settore soprattutto sotto il profilo della promozione dei valori sportivi che costituiscono un elemento fondamentale. I giovani devono avere la prospettiva di giocare a calcio, ma il loro futuro non deve essere affidato ai procuratori, ma, piuttosto, ai valori e al talento sportivo. Questo e` il punto fondamentale. Abbiamo visto troppi intrecci conseguenti all'operato dei procuratori, che alterano e non giustificano i risultati o l'affermazione di un giovane nell'ambito di una societa` calcistica.

E `importante affermare una cultura dei valori sportivi proprio a partire dai giovani, garantendo una loro maggiore presenza: queste sono le regole che devono essere fissate. Bisogna ad esempio limitare il numero delle rose che non puo` essere ampliato all'infinito per cui il giocatore che viene squalificato o che subisce un infortunio non determina alcun problema alla societa` che si puo` permettere di disporre di 30-40 giocatori, ma penalizza gravemente chi non ha tale possibilita`, proprio perche´ cio` non favorisce un riequilibrio tra le societa`. Tutto questo riguarda i giovani e la Federazione in proposito puo` fare molto, intervenendo rapidamente perche´ stiamo parlando di regole che appartengono allo sport.

Quanto ai bilanci di alcune societa` calcistiche, va segnalato che essi sono «gonfiati» a causa dall'incremento spropositato dei diritti televisivi, condizione di cui non usufruiscono pero` altre societa`, il che determina una differenziazione e una alterazione della loro capacita` di stare sul mercato.

Signor Presidente, non sono venuto in questa sede per difendere la Salernitana, il Perugia, il Torino o il Genoa, in quanto il mio e` un discorso  di carattere generale, non essendo interessato - ripeto - ad alcuna di queste vicende dell'attualita` politica e parlamentare. Voglio tornare brevemente sulla questione dei procuratori e sull'intreccio tra questi ultimi e le societa` che crea gravissime alterazioni.

Mi chiedo per quale ragione la Federazione non intervenga ad esempio ponendo dei limiti al numero di giocatori che possono essere rappresentati da un procuratore, ai passaggi di societa` e ai contratti che configurano un aggiramento di tipo fiscale attraverso la stipula di contratti onnicomprensivi, che tutelano il calciatore ma da cui consegue una perdita di gettito per lo Stato. E `quindi una questione che va regolamentata e sulla quale la Federazione italiana gioco calcio puo` intervenire. E` in corso di esame la riforma in materia di diritto societario ed e` prevista una norma in base alla quale per quanto riguarda le societa` di revisione se un partner viene giudicato responsabile di determinate azioni non puo` passare ad un'altra societa`, ed inoltre e` opportuno prevedere un intervallo di tempo da interporre tra la libera professione e il rapporto diretto con una societa` calcistica.

Queste, a mio avviso, sono le questioni da affrontare in maniera determinante. Non intendo dilungarmi oltre rispetto a quanto gia` sottolineato, se non per evidenziare la necessita` che presidente Carraro si faccia carico di un problema che considero fondamentale.

Non e` piu` possibile immaginare di poter garantire il prestigio del calcio italiano solo guardando ai Campionati europei del 2012, posto che vi e` la pressante necessita` di agire nell'immediato per restituire credibilita` al sistema, ricorrendo a regole piu` rapide, forti, e severe al fine di ricostituire una etica del calcio in cui prevalga il valore sportivo rispetto al business e ai diritti televisivi. Queste, in conclusione, erano le considerazione che intendevo porre.

Intervento al convegno GIOCHI

Palazzo Giustiniani - 24 marzo 2004
 

Il finanziamento dello sport e i giochi pubblici

Onorevole rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, signore e signori, il presidente Pedrizzi ha opportunamente ricordato la centralità del Parlamento, tipica proprio delle Commissioni di indagine, e questo documento che oggi viene presentato insieme all'indagine conoscitiva né è un pieno esempio.
Io credo che non si possa parlare di finanziamento dello sport e dei giochi pubblici senza far cenno alle due organizzazioni, CONI e UNIRE, che pur nate per finalità del tutto diverse hanno poi avuto dalle scommesse e dai pronostici sportivi la gran parte del loro finanziamento, il che ha consentito a tali enti di sostenere gli sport di cui erano coordinatori. Infatti sia il CONI che l’UNIRE -il cui ordinamento risale al 1942, in pieno periodo bellico- hanno poi avuto il loro migliore sviluppo nei periodi successivi, in concomitanza con il diffondersi delle scommesse sportive. Mi riferisco al totocalcio, le cui entrate erano in parte devolute al CONI, ed ai concorsi ippici, intorno ai quali si scommetteva sia presso gli ippodromi, sia con il sistema della schedina gestita dal TOTIP di appannaggio dell’UNIRE.
I finanziamenti derivanti alle due organizzazioni hanno avuto come benefico e positivo effetto quello di sostenere tutti gli sport, soprattutto quelli minori, che diversamente non avrebbero avuto alcuna possibilità di sviluppo. Per quanto riguarda l’UNIRE, va ricordato che esso nacque per sostenere il cavallo ai tempi in cui era considerato un supporto all’esercito, e che successivamente ha avuto come scopo meritorio quello di sostenere gli allevatori che si dedicavano all’allevamento di cavalli da corsa.
Nell'ambito di questi brevi cenni storici sul CONI e sull’UNIRE occorre osservare che nel tempo, soprattutto in quest’ultimo decennio, sono venute meno al CONI le risorse derivanti dai concorsi pronostici. La diminuzione è avvenuta per effetto proprio del diffondersi di altre attività di gioco come il Superenalotto, che hanno attirato masse di scommettitori grazie alla prospettiva di vincite strabilianti. A ciò va aggiunto che il Lotto, che per molto tempo sembrava in una fase di declino, è stato rivitalizzato in maniera considerevole con l’affidamento della gestione dell’antico gioco alla Lottomatica, consentendo pagamenti immediati delle vincite ed annullando di fatto tutto il mondo vicino a quello malavitoso del gioco nero. Va sottolineato che meritoria, a tali fini, è stata anche  l’incisiva azione di contrasto della Guardia di finanza.
Oltre a questi fattori va ricordato altresì che i concorsi pronostici del Totocalcio sono diventati sempre più prevedibili, in quanto lo smisurato potenziamento di alcune grandi squadre ha di fatto ridotto ogni sorpresa, perché il pronostico è ormai pressoché coincidente con il risultato del campo.
Alcuni dati meritano di essere richiamati, alla luce proprio dell’indagine conoscitiva. Il Totocalcio ha avuto il punto di svolta superiore nel 1993 con 3.340 miliardi delle vecchie lire. Nello stesso anno il Superenalotto aveva solo 226 miliardi di valore di mercato, mentre il Lotto nello stesso anno aveva introiti per 4.773 miliardi. Nel 2001 la cifra del Totocalcio in valore di mercato ammonta a 919 miliardi, mentre il Superenalotto decuplica i propri introiti passando a 4.725 miliardi. Lo stesso dicasi del Lotto, che passa a 14.203 miliardi. Quest'ultima cifra corrisponde alla metà dell’intero volume dei giochi. Il totocalcio, nel 1977, rappresentava una quota del 20 per cento dell’intero volume dei giochi, mentre nel 2001 scende a meno del 3 per cento,e nel 2002 tale percentuale si è ulteriormente abbassata al 2,2 per cento.
Di fronte a tali evidenti difficoltà, che già da tempo si manifestavano, occorreva immediatamente provvedere per potenziare il CONI e le attività sportive da esso sostenute. Invece dobbiamo registrare che con il decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, ossia la cosiddetta legge Melandri, si è ulteriormente demotivato il CONI che invece bisognava sostenere. Come è stato opportunamente osservato, è stata “imposta” al CONI una riforma lesiva dell’autonomia e della libertà dell’ordinamento sportivo. Infatti, nella precedente legislazione lo Stato aveva avocato a sé l’organizzazione dei concorsi pronostici, riservando tuttavia al CONI l’esercizio di quelle scommesse connesse con le manifestazioni sportive organizzate sotto il suo controllo, proprio al fine di assicurargli i mezzi finanziari. Tale riserva a favore del CONI trovava la sua giustificazione proprio in quelle caratteristiche peculiari dell’ordinamento sportivo per le quali l’attività sportiva viene svolta in forma non occasionale ma programmatica. Il tutto, al fine di consentire l’aggiornamento dei valori sportivi e il continuo miglioramento dei risultati, soprattutto in vista delle competizioni sportive in campo internazionale.
Peraltro, il regime di monopolio del CONI, in materia di concorsi pronostici connessi con le manifestazioni sportive, non è in contrasto con il diritto comunitario, in quanto non vi è alcuna discriminazione contraria al Trattato della CEE nel riservarsi in via esclusiva la gestione di tali concorsi. Lo Stato si presenta nel pieno del rispetto del diritto comunitario anche per motivi che attengono alla gestione di giochi di sorte e di azzardo per motivi di ordine pubblico.
La rilevata criticità della situazione finanziaria ha portato a ripetuti interventi a sostegno delle attività sportive gestite dal CONI. L’andamento negativo delle risorse finanziarie di cui il CONI poteva disporre ha comportato un drastico ridimensionamento delle aree di intervento. Si è quindi reso necessario un intervento dello Stato con contribuzioni straordinarie, necessarie per poter provvedere al finanziamento erariale delle attività sportive; un intervento straordinario che è stato di 195 miliardi nel 2001 ed è stato di 103 milioni di euro nel 2002. Il Governo si è ulteriormente fatto carico della situazione di una vera e propria crisi attraverso l’ultima manovra di bilancio, e in particolare con l’articolo 4, commi 191 e 205, della legge n. 350 del 2003. Con l’articolo 39 del cosiddetto decretone n. 269, collegato alla finanziaria, si è pertanto evitato il collasso finanziario in attesa di una più organica sistemazione del CONI, scindendo totalmente le attività proprie da quelle di gestione dei concorsi pronostici. Come è noto, tutte le attività riguardanti i concorsi pronostici su base sportiva sono state accentrate, come tutte le altre attività di gioco, in un’unica sede istituzionale dell’amministrazione diretta dallo Stato, quale appunto sono i monopoli dello Stato. Si è ritenuto in quella sede che non si potessero mantenere diversi centri operativi sui giochi e sulle scommesse, per evitare forme notevoli di cannibalismo come abbiamo purtroppo registrato in passato.  
Si tratta ora di assicurare al CONI i necessari mezzi finanziari derivanti non soltanto dai concorsi pronostici delle attività sportive, ma anche da regolari e più adeguati flussi di finanziamento a sostegno di tutte le attività sportive professionali e dilettantistiche, soprattutto per i cosiddetti sport minori.
L’immagine di un Paese per quanto riguarda gli sport in campo internazionale non deriva esclusivamente da quello che è considerato il più popolare degli sport, il calcio, ma si misura dal complesso delle attività sportive che non hanno masse di affezionati e di tifosi ma che hanno notevoli praticanti, come per esempio l’atletica leggera nelle diverse specialità.
L’attualità ci impone di riflettere su quanto è accaduto in questi giorni. Il dottore Tino poco fa vi ha fatto cenno. Io vorrei soffermarmici, non a lungo ma con la dovuta necessità. C’è necessità di restituire una forte credibilità al calcio, per gli indubbi riflessi sui concorsi pronostici. Tale credibilità è stata seriamente compromessa dai fatti di domenica scorsa. Il dottor Tino ha parlato di una crisi d’immagine, mentre io parlo proprio di crisi di credibilità, compromessa dai gravi incidenti  di domenica scorsa, che sono l’ultimo incredibile episodio di una serie di altri meno eclatanti fatti accaduti in tutti i campi di calcio, sia della massima divisione che di quelle inferiori.
I problemi finanziari del calcio professionistico devono essere affrontati riducendo significativamente i costi, e non inseguendo i ricavi. Si deve voltare pagina, scrivendo regole societarie che devono essere diverse dalle regole generali dettate dal codice civile per tutti i soggetti societari, accompagnate da regole sportive nuove che privilegino l’addestramento e la maturazione dei giovani. Ci vuole un limite al numero dei tesserati, a seconda della diversità delle competizioni nazionali e internazionali, con una riserva di giovani nella rosa annuale dei tesserati. Ci vuole una diversa distribuzione dei diritti televisivi, che non privilegi eccessivamente i soliti noti e quindi un indispensabile riequilibrio che favorisca la crescita e lo sviluppo delle società minori.
Questi brevi richiami, che sembrano esulare dal tema del Convegno, mirano a restituire credibilità ai concorsi pronostici del Totocalcio che, come è noto, finanziano il CONI e quindi l’intero sport italiano.
        L’indagine conoscitiva ha sufficientemente illuminato il mercato dei giochi, il suo volume, le sue prospettive di crescita, la distribuzione della raccolta tra i diversi giochi, ma ha anche rilevato la necessità di determinare più forte credibilità e trasparenza nonché la necessità di ripristinare un diretto collegamento tra la vendita dei biglietti dei concorsi pronostici e la destinazione dei proventi erariali. Non appare quindi adeguato il contributo al CONI nella misura del 18,77 per cento della raccolta dei giochi, previsto dal regolamento, 179 del 19 giugno 2003. Si tratta di valutare ora una rivisitazione dell’intervento dello Stato a favore delle attività sportive e della crescita dei movimenti sportivi. Una soluzione possibile appare quella di elevare l’aliquota di trasferimento a favore del CONI; oppure si potrebbe prevedere una diversa ripartizione delle entrate complessive dei giochi di ogni tipo, in modo da garantire adeguate risorse finanziarie allo sport. Valga da esempio quello che è avvenuto per il sostegno delle attività dei beni culturali, cui sono stati destinati parte dei proventi del gioco del Lotto. Sarebbe la affermazione di un principio di eticità, di quei caratteri etico-morali ribaditi con forza dalla Commissione di indagine, e si rilancerebbero quei valori -come appunto la finalizzazione delle entrate dei giochi- che possano trovare concreta e valida applicazione, con benefici effetti sulla promozione e la diffusione dello sport. Vi ringrazio per l’attenzione.

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